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ErroreSQL Patrizio Marrone - Compositore napoletano
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13/9/08 GUIDE "DON CHISCIOTTE" SUCCESSO A" FLEGREINARTE"
Inserito il 13 settembre 2008 alle 09:30:48 da MARCO DEL VAGLIO.

L'originale lavoro di Patrizio Marrone riproposto con grande successo a "Flegreinarte"

Lo scrittore spagnolo Miguel Cervantes de Saavedra pubblicò, nel 1605, un romanzo
dal titolo “El ingenioso hidalgo don Quijote de la Mancha”, dove si narrava la vicenda
di Alonso Quijano, cinquantenne di un paesino della Mancia che, avido divoratore di
romanzi epici, decideva di diventare cavaliere errante allo scopo di combattere le
iniquità del mondo.
Dotandosi di un’armatura raffazzonata e, a cavallo del malconcio Ronzinante, iniziava
il suo girovagare, facendosi chiamare Don Chisciotte della Mancia, non prima di aver
scelto come fedele scudiero Sancho Panza, un contadino grassoccio che cavalcava un
asino, e come dama dedicataria delle sue future imprese, la giovane paesanotta
Aldonza Lorenzo, da lui rinominata Dulcinea del Toboso.
Il punto di forza del romanzo consisteva nella serie di fraintendimenti a catena, che si
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instauravano fra il mondo che Don Chisciotte si era costruito, dove ogni avvenimento
era visto in una deformata ottica cavalleresca, e la vita reale.
Un confronto stridente, che sfociava in una serie di avventure, o per meglio dire
disavventure, concretizzatesi in veri e propri scontri fisici, dai quali il protagonista,
coinvolgendo in alcuni casi anche il suo scudiero, ne usciva sempre malconcio e pieno
di lividi (un esempio per tutti la celeberrima lotta contro i mulini a vento, trasformati
dalla sua fantasia epica in malvagi giganti da combattere).
Il romanzo, che sotto la facciata superficiale ed eroicomica, conteneva significati ben
più sottili, fu accolto in Spagna abbastanza tiepidamente dai critici, mentre ebbe un
successo enorme di pubblico.
La notorietà fu tale che, nel 1614, tale Alfonso Fernandéz de Avellaneda (nome sotto
il quale si celava probabilmente qualche antagonista di Cervantes), pubblicò un
seguito delle avventure di Don Chisciotte, provocando una forte reazione dello
scrittore, che l’anno successivo rispose all’affronto, dando alle stampe la seconda
parte del suo libro, intitolandola “El ingenioso caballero don Quijote de la Mancha”.
Quest’ultima risultava più articolata e compatta del volume di esordio, ed i nuovi
episodi in essa contenuti sono poi quelli che hanno maggiormente colpito la fantasia
dei compositori, confrontatisi con il capolavoro di Cervantes.
Fra essi ricordiamo Purcell, Bodin de Boismortier, Paisiello, Mendelssohn, Massenet e
De Falla, che ne hanno tratto opere, spesso semi-serie, Minkus, creatore del balletto
più famoso sull’argomento e Richard Strauss, autore dell’omonimo poema sinfonico.
Buon ultimo, nel 2001, è giunto il compositore napoletano Patrizio Marrone (nella
foto), il cui contributo si è concretizzato con il melologo “Don Chisciotte”, per voce
recitante, chitarra elettrica, sassofono basso, sassofono soprano, contrabbasso,
vibrafono e percussioni.
Il lavoro è stato recentemente riproposto, presente l’autore, al Castello Aragonese di
Baia, nell’ambito della rassegna Flegreinarte 2008, che si avvale della direzione
artistica di Raffaele Lopez.
Esso comprendeva un testo, tratto da pagine scelte della prima parte del libro, al quale
facevano da sottofondo o si alternavano, brevi frammenti musicali, dove si potevano
riscontrare, di volta in volta, accenni alla cameristica francese del Novecento, al
folclore spagnolo ed arabo, alla musica da film, al jazz e alla musica contemporanea,
talora con una lieve spruzzatina di minimalismo.
Il tutto costituiva un insieme molto scorrevole, visto dall’autore alla luce di uno stile
moderno, ma moderato che, da sempre, caratterizza la produzione di Marrone.
E’ indubbio che una musica del genere necessiti di strumentisti di grande valore
perché, pur nella sua apparente levità, non è affatto facile da eseguire, per cui
ipotizziamo che, mentre procedeva alla sua ideazione, il compositore avesse già in
mente gli artisti a cui affidarla.
Seri indizi al proposito risultavano sia il pezzo jazz, suonato dalla prestigiosa chitarra
elettrica di Pietro Condorelli, sia l’assolo di sassofono, magistralmente interpretato da
Francesco Salime.
Bravissimi anche gli altri due esecutori, il percussionista Domenico De Marco ed il
violoncellista Giampaolo Nigro, integratisi alla perfezione con i due colleghi più
esperti.
Un discorso a parte merita, poi, l’attore Gennaro Piccirillo, voce recitante di
notevolissimo spessore che, oltre a ricreare ottimamente l’atmosfera legata al romanzo
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di Cervantes, fungeva quasi da direttore d’orchestra, dettando i giusti tempi scenici.
Uno splendore rovinato soltanto da alcune intemperanze del pubblico che, non si sa
bene perchè, considera lo spettacolo all’aperto alla stregua di una scampagnata.
Così, se applausi a vanvera e squilli di telefonini sono preventivabili, un po’ più
difficile risulta digerire signore di mezza età che sghignazzano durante l’assolo del
sassofonista o la mamma che compra le patatine al figlio e, per recuperarle e
imboccare il pargoletto, stringe e stropiccia il sacchetto per buona parte dello
spettacolo.
Per inciso, la suddetta genitrice, dopo le numerose rimostranze da parte degli inviperiti
spettatori che la circondavano, ha risposto, quasi offesa, dicendo che suo figlio doveva
mangiare le patatine perchè aveva fame.
E, riallacciandoci al Don Chisciotte, possiamo tranquillamente affermare che, la
maggior parte delle volte, tenere a bada gli spettatori irrequieti equivale a lottare
contro i mulini a vento.
Tornando allo spettacolo, va ancora ricordata l’interessante nota al programma, dove
l’autore descrive sinteticamente la composizione, aggiungendo le sue impressioni sulla
figura di Don Chisciotte.
Conoscendo il pubblico, siamo certi che l’avranno letto in pochi per cui, a nostro
avviso, i suoi passaggi salienti potrebbero essere adoperati, in futuro, come prologo
dell’allestimento.
A questo punto, non ci resta che confermare il nostro sincero apprezzamento per il
lavoro del maestro Marrone, ed aggiungere soltanto come lo spettacolo possa
rappresentare anche un efficace strumento, in ambito scolastico, per la conoscenza e la
diffusione dell’opera più famosa di Cervantes

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