ErroreSQL
ErroreSQL
ErroreSQL Patrizio Marrone - Compositore napoletano
Torna all' intro
  Articoli    CREDITS
             
 

Visitatori
Visitatori Correnti : 1
Membri : 1
Dettagli...

Downloads
Titolo Click
Cadenza per sassofono contralto Dettagli... 1325
Elegia Dettagli... 1304
Amleto Dettagli... 893
Meraviglia Dettagli... 842

 
VIVAMUSICA(SUONARENEWS)"NEL CUORE DI NAPOLI
Inserito il 07 novembre 2010 alle 22:22:16 da Marino.

IL CONSERVATORIO DI NAèPOLI TRA RIFORMA E INNOVAZIONE

Nel suggestivo scenario della Napoli antica appare uno degli istituti musicali italiani più prestigiosi: il Conservatorio di San Pietro a Majella. Nato nel cinquecento, trae le sue origini dai quattro Orfanatrofi, S. Maria di Loreto, Sant’Onofrio a Porta Capuana, Poveri di Gesù Cristo e Pietà dei Turchini, sorti come istituti caritatevoli per aiutare gli orfani delle zone più povere di Napoli. Solo la Pietà dei Turchini riesce a dare continuità al progetto originario e, nel 1826, viene trasferito nell’antico Convento dei Padri Celestini, ordine fondato da Celestino V eremita sulla Majella.
………………
Saimo ospiti del Direttore, il M° Patrizio Marrone.
Direttore Marrone, forte di una antica tradizione, San Pietro a Majella rappresenta una delle massime istituzioni musicali italiane. Visitando il Museo e la Biblioteca è possibile ammirare strumenti e preziose pagine autografe di Alessandro e Domenico Scarlatti, Pergolesi, Paiesiello, Cimarosa, Rossini, Bellini, Donizzetti e Verdi. Al cospetto di quest’invidiabile passato che tipo di percorso didattico offrite oggi ai vostri iscritti?
Se dovessimo considerare soltanto il nostro passato e i nostri beni museali, dovremmo offrire esclusivamente corsi tradizionali. Al contrario con l’applicazione della riforma che coinvolge i Conservatori e che ci equipara a Istituzioni di Alta cultura, offriamo corsi contemporanei come Musica Jazz, Musica elettronica, Informatica musicale. La nostra Biblioteca chiaramente è il fiore all’occhiello ed oggi, con la digitalizzazione avvenuta di un milione e cinquecentomila pagine degli autografi di prestigiose partiture da noi custodite, e ora consultabili in Internet, possiamo ritenerci tra i Conservatori con la più ampia offerta formativa culturale e tecnologica.
La scuola pianistica napoletana è stata tra le più apprezzate al mondo. Da sigismund Thalberg, ritenuto il fondatore, a Beniamino Cesi suo allievo prediletto, citiamo illustri pianisti e didatti come Paolo Denza, Sigismondo Cesi, Giuseppe Martucci, Florestano Rossomandi, Alessandro Longo, Vincenzo Vitale, Luigi Finizio, Aldo Ciccolini, Sergio Fiorentino, Laura De Fusco sino a Roberto Cominati. Come si spiega il fatto che nonostante una “Scuola pianistica” di tale levatura a Napoli non si svolga un concorso di pianoforte degno di tale tradizione? Napoli è ancora una fucina di virtuosi della tastiera?
Fiono a pochi anni fa si svolgeva il Premio Casella proprio all’interno del Conservatorio San Pietro a Majella, poi, inspiegabilmente, non si è più portata avanti questa iniziativa. Con la scomparsa dei grandi interpreti (Giles, Michelangeli, Gould, Horovitz) si è perso moltissimo del grande fascino pianistico. I grandi principi del pianoforte non esistono più, e i pianisti che oggi vanno per la maggiore non riescono a coinvolgere cone i maestri del passato. Napoli è sempre una fucina di grandi talenti ma quando questi escono dal conservatorio non trovano strutture e organizzazioni adeguate alle loro aspettative e alle loro capacità.
In Campania oltre al San Pietro a Majella, vi sono altri tre Conservatori: “ Domenico Cimarosa” di Avellino, “Giuseppe Martucci” di Salerno e “Nicola Sala” di Benevento. Direttore Marrone, l’offerta formativa è eccessiva oppure in ognuno degli istituti citati è possibile riscontrare delle prerogative proprie?
Oggi i conservatori per andare avanti devono incrementare gli iscritti ai corsi superiori( trienni e bienni specialistici). Attualmente gli studenti iscritti all’Alta Formazione non superano il 35 % dell’utenza. I corsi superiori sono considerati “universitari”quindi incompatibili con altri. In sintesi che è iscritto al triennio di pianoforte, non può essere iscritto a “Lettere”, oppure a “Matematica”, ne tantomeno ad un altro corso “superiore” del Conservatorio. Questa è veramente un’assurdità. Tutti i musicisti che si rispettano, hanno seguito più corsi. Non è possibile frequentare contemporaneamente, nei conservatori, il corso di Composizione parallelamente al corso di Direzione d’Orchestra. E’ una follia! Questa incompatibilità purtroppo non fa crescere il numero degli iscritti dei conservatori in tutta Italia ai corsi “superiori”. Quale genitore, con i tempi che corrono, consiglierebbe ad un proprio figlio di iscriversi a “Violino” in conservatorio invece che a “Ingegneria”? Pder questo motiv, rimarranno nei conservatori soltanto quei ragazzi veramente presi dal fuoco sacro dell’arte. Ma i numeri non basteranno perché oggi è importante soltanto il “numero”, i soldi delle iscrizioni, e per questo i conservatori dovranno inventarsi nuovi corsi, andare incontro a chi sa quali nuove esigenze. Diversa la percentuale numerica degli iscritti ai corsi inferiori. Sono tantissimi e vengono formati come meglio non si potrebbe eni conservatori, almeno fino a quando i vari legislatori ce lo permetteranno.
Che cosa pensa delle Riforma del piano di studi attuata da qualche anno nei Conservatori italiani e quali sono secondo lei i provvedimenti necessari per i nostri studenti e professionisti?
La riforma ha sicuramente dato una forte spinta innovativa all’offerta formativa, ha equiparato i titoli a quelli universitari, ha creato un diploma spendibile in chiave internazionale, ma non ha pensato alla formazione di base, che è sempre stata svolta egregiamente nei conservatori. Il musicista si forma quando è un bambino, non a 18 anni all’ingresso del triennio. Quando l’iter della 508 (la legge della riforma) sarà completato, la formazione pre-accademica e di base dovrà essere affidata interamente ai licei musicali e questo, oggi, appare veramente molto difficile. Basti pensare soltanto quanto costa un pianoforte (mediamente 30.000 euro, e ogni conservatorio ne possiede almeno una trentina) oppure un set di percussioni ( 70.000 euro). Quando i licei avranno queste risorse? E quando saranno in grado di sostituire la tradizione secolare dei conservatori? Per quanto riguarda i provvedimenti da attuare, non resta altro che valorizzare la “Cultura” il nostro patrimonio artistico musicale, avere il coraggio di creare una industria della musica. In germania nei teatri musicali e nelle istituzioni concertistiche, lavorano circa ottantamila musicisti. Negli enti lirici si formano le compagnie stabili che valorizzano le risorse interne, si stipendiano i cantanti solisti a 4.500 euro al mese. Anche da noi dobbiamo avere il coraggio di rinunciare ai grandi nomi se troppo onerosi, e pensare soltanto alla “Musica”. La Traviate è di Verdi e non del regista famoso o del direttore di grido. Le grandi creazioni musicali restano tali anche se eseguite da onesti e dotati musicisti e di questi, per fortuna, ce ne sono tantissimi.


  IL CONSERVATORIO DI NAPOLI TRA RIFORMA E INNOVAZIONE >>


ErroreSQL
 
I link preferiti
Intervista su "Interviù" (720)
Musical "Masaniello" (697)
"AEMAS" ACCADEMIA EUROPEA MUSICA E ARTI (477)
Incontro internazionale di cornisti "Guelfo Nalli" (470)
Sogno di una notte di mezza estate (466)
INTERVIU"UNIVERSO NASO" (435)
napolinternos (413)
ensemble modern (400)
dissonanzen (387)
quartetto arcadia (342)

br
Iscritti
Utenti: 46
Ultimo iscritto : archi1
Lista iscritti