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19/7/07 DON CHISCIOTTE
Inserito il 04 luglio 2007 alle 22:40:00 da SiteAdmin. IT - Spettacoli

iL 19/07 ALLE ORE 21, a Villa Doria D'Angri,per i concerti estivi del Conservatorio San Pietro a Majella, verrà rappresentato "Don Chisciotte"ADATTAMENTO E MUSICHE DI Patrizio Marrone, con Gennaro Piccirillo(voce recitante), Pietro Condorelli(chitarra elettrica), Domenico De Marco(vibrafono e percussioni), Giampaolo Nigro(violoncello), Francesco Salime(sassofono soprano e basso)


Il lavoro svolto non descrive né, tantomeno, racconta riassumendole , le vicende del celebre personaggio; troppo note ed articolate, queste restano godibili, come sempre accade, esclusivamente attraverso la lettura piena ed ordinata del testo laddove la scrittura possiede un proprio ritmo , proprie intenzioni e ragioni squisitamente letterarie che mai troverebbero adeguata rappresentazione in un’opera che vuole essere principalmente musicale.
Lo sforzo fatto è, naturalmente, già interpretazione del testo e, in particolare, di uno dei temi in esso contenuti; segnatamente quello relativo al rapporto del personaggio con la realtà effettuale. Poco mi ha interessato la pur godibile goffa connotazione del cavaliere, il risibile insuccesso continuato delle sue avventure, la cialtroneria di quanti intorno giocano con la sua follia e se ne beffano con voluttà borghese. Tutto ciò, in quest’opera, resta sullo sfondo, come vero e proprio sedimento collettivo evocato dallo stesso nome di Don Chisciotte in quanti abbiano letto - o meno- il romanzo.
Quel che resta della lettura, nella personale interpretazione, è infatti la forza di trasfigurazione della realtà con cui Cervantes costruisce il suo cavaliere; Don Chisciotte sà e dimostra di sapere che la realtà non è una , sa che le cose e le persone sono sempre oggetto dell’ altrui interpretazione e sceglie la sua interpretazione del reale : enfatica, meravigliosa , favolistica, epica ed è all’interno di questa improbabile ipotesi di realtà che sceglie di vivere. E’ qui che il personaggio acquista grande forza e contemporaneità: non c’è solo il “così è se vi pare” né l ’ “uno, nessuno, centomila” che attraversa il novecento bensì la coscienza, trasversale ai secoli, che la realtà, così come è, spesso è opaca, deludente , paludosa .Finchè una “pipa resta una pipa” parafrasando Magritte , le cose –accade- possono perdere di significato fino a trascinarsi inutili quasi svuotate di significato dall’uso quotidiano, e così le esistenze , la vita stessa.
Contro la palude dell’ordinario, contro il senso comune delle cose, interviene, talvolta, la volontaria trasformazione del reale in altro da sé ;trasformazione pericolosa se non sorvegliata dalla coscienza lucida di tale procedimento. Coscienza che Don Chisciotte dimostra di avere sempre. Meno pazzo che cavaliere, dunque forse solo disperato naufrago e transfugo di un reale in cui annegherebbe o di cui resterebbe quotidiano prigioniero se non sapesse raccontarsi e raccontare agli altri di altri mondi, di soavi dame, di un altro codice di comportamento forse, a sua volta, mai esistito e perciò più che reale, iperreale all’interno del quale trovare una collocazione possibile, una dimensione degna di essere vissuta.
I brani che compongono l’opera sono quelli che , nel testo originale, esplicitano più degli altri ,a mio avviso, tale volontà irriducibile del personaggio: passaggi teneri ma anche tragici - e talvolta poco seri- tra un piano di realtà e l’altro. Questo e altro mi è parso di vedere all’interno del testo affidato qui ad una doppia voce recitante: voce che racconta e voce di Don Chisciotte, ma poi di Sancio, ma poi di donna; farei meglio a dire Voci,una reale che conduce , introduce il testo dissestato; l’altra che è voce dell’immaginario, della trasfigurazione lucida, della voglia di meraviglioso ,fino all’episodio della gabbia, dove, come un animale, Don Chisciotte viene rinchiuso. Un matto che non ha ragione di essere ucciso, perché non un grande, non un rivoluzionario, non un seducente filosofo ,non un cavaliere: un niente, che fuori dalla sua tela di immaginazioni e visioni se ne morrà: nel suo letto.

Patrizio Marrone




















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